IMPRESE E COVID: “L'onere della prova spetta a chi denuncia. Serve una legge"

Il presidente dei costruttori ferroviari, Pisicchio: “Tocca al denunziante dimostrare che l’impresa non lo ha protetto”

“In attesa della nuova circolare Inail, che aggiorni la n. 13, e tenendo conto delle rassicurazioni fin qui ripetute dai vertici dell’Istituto, ribadiamo che Anceferr è stata tra le più tenaci associazioni d’impresa a mettere in primo piano la salute dei lavoratori. Anche quando in molti, sottovalutando l’emergenza della pandemia in corso o dando priorità al profitto, hanno sostenuto la necessità di tenere aperti cantieri non urgenti”.

Lo dice PIno Pisicchio, presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Ferroviari che raccoglie alcune tra le più importante imprese al servizio della manutenzione e della sicurezza della nostra rete ferroviaria

Non basta dire che il caso di riconoscimento di un caso di infezione Covid-19 come infortunio per il quale scatta la tutela Inail, non determinerà alcun presupposto per individuare la responsabilità civile o penale del datore di lavoro – spiega – E’ necessario ribadire che tocca al denunziante dimostrare che l’azienda presso la quale presta la sua opera non ha ottemperato a quelle misure di sicurezza necessarie per la prevenzione della diffusione del virus”.

Non abbiamo paura di alcun controllo – continua – anzi, ben vengano. Perché noi siamo i primi a volere che venga sanzionato chi non rispetta le norme. Ma la confusione fin qui ingenerata da disposizioni poco chiare a da sempre ulteriori precisazioni, non soltanto mette in forse il lavoro delle imprese e la ripresa del Paese, ma anche la tenuta del nostro sistema giudiziario visto il possibile e probabile aumento del contenzioso”.

“Siamo infine d’accordo con la sottosegretaria al Lavoro, Francesca Puglisi: serve una norma di legge che superi e completi la circolare dell’Inail”.

 

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