- ASSOCIAZIONE NAZIONALE COSTRUTTORI EDILI FERROVIARI RIUNITI
Competenze e know-how: il valore strategico del calcestruzzo per infrastrutture sicure e sostenibili
a cura di ATECAP (*)
La realizzazione di opere infrastrutturali sicure, durature e sostenibili richiede materiali affidabili, ma soprattutto competenze solide. Questo è particolarmente vero per il calcestruzzo, il materiale da costruzione più utilizzato al mondo, impiegato in maniera massiva in ogni ambito dell’ingegneria civile, dalle gallerie ai viadotti, dalle fondazioni profonde ai sottopassi, fino alle strutture complesse del sistema ferroviario nazionale.
Nel corso degli ultimi decenni, la produzione di calcestruzzo ha compiuto un’evoluzione profonda, trasformandosi in processo industriale ad alta precisione. Non si tratta più semplicemente di “gettare” un materiale da costruzione: si tratta di dosare, miscelare, controllare e trasportare un conglomerato cementizio progettato su misura, in funzione delle esigenze statiche e ambientali dell’opera. Questo passaggio richiede conoscenze tecniche avanzate e un aggiornamento continuo.
Le moderne norme tecniche per le costruzioni e le Linee Guida del Servizio Tecnico Centrale prevedono, infatti, una qualificazione dei produttori e un controllo sistematico delle caratteristiche del calcestruzzo: resistenza a compressione, classe di esposizione ambientale, rapporto acqua/cemento, contenuto di aria e prestazioni legate alla durabilità. La recente UNI 11104, alla cui revisione di imminente pubblicazione ha contribuito anche ATECAP, introdurrà ulteriori elementi di qualificazione, puntando non solo alla resistenza del materiale, ma anche alla sua performance ambientale e al contributo alla sostenibilità dell’opera finita.
Questo orientamento è in linea con gli obiettivi fissati dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima e dalle strategie europee per la decarbonizzazione del settore delle costruzioni. Il calcestruzzo, grazie all’evoluzione tecnologica, può infatti diventare un alleato della transizione ecologica, a condizione che venga prodotto, trasportato e messo in opera in modo corretto. Il mix design può essere ottimizzato per ridurre il contenuto di clinker, utilizzare aggregati riciclati, favorire l’efficienza termica dell’opera, prolungarne la vita utile e ridurre gli interventi manutentivi.
Tutto ciò, però, è possibile solo se alla base ci sono competenze adeguate, sia in centrale che in cantiere. L’operatore dell’impianto, il tecnico di laboratorio, l’autista dell’autobetoniera o dell’autobetonpompa, il direttore della produzione: ognuna di queste figure deve conoscere il comportamento del materiale, saper leggere una specifica tecnica, interpretare una normativa, comprendere le implicazioni di un cambio di fornitura o di una diversa temperatura ambientale. Lo stesso vale per chi riceve il calcestruzzo in cantiere: il controllo del copriferro, della maturazione, della posa e della finitura è cruciale per evitare difetti, degrado precoce, patologie strutturali.
Ecco perché ATECAP investe da anni in attività di formazione, manuali tecnici, aggiornamenti normativi e campagne di sensibilizzazione rivolte a progettisti, imprese e produttori. Perché dietro ogni opera ben riuscita ci sono persone preparate, capaci di coniugare competenza, responsabilità e attenzione alla qualità.
Lo dimostrano gli interventi più recenti documentati anche su queste pagine, come la sostituzione del ponte al km 20+569 della linea Fiumicino–Roma Ostiense o il restyling delle travate sul fiume Gari a Cassino: opere complesse, condotte con tecniche all’avanguardia, in cui il calcestruzzo ha giocato un ruolo fondamentale, sia come elemento strutturale che come strumento per garantire sicurezza, continuità del servizio ferroviario, rispetto dell’ambiente.
Anche nel settore del ripristino e della manutenzione, il know-how è decisivo. Le tecnologie di protezione delle armature, le malte tixotropiche fibrorinforzate, i cicli anticorrosivi e anticarbonatazione richiedono una conoscenza approfondita dei materiali, delle interazioni con il supporto, delle condizioni ambientali. Come spiegato in uno degli approfondimenti tecnici pubblicati su questa rivista, il corretto ciclo di ripristino del calcestruzzo degradato prevede più fasi – dalla preparazione del supporto al trattamento dei ferri, dalla ricostruzione corticale alla protezione finale – tutte delicate, tutte essenziali.
A livello associativo si moltiplicano le iniziative volte a colmare il divario tra domanda e offerta di manodopera qualificata. Il progetto pilota promosso da ANCEFERR in Basilicata, in collaborazione con le imprese associate, è un esempio virtuoso: l’inserimento di giovani migranti nei cantieri è avvenuto non come semplice manodopera, ma al termine di un percorso formativo strutturato, incentrato sulla sicurezza, sulle tecniche costruttive e sull’integrazione concreta in un contesto produttivo ad alto contenuto tecnico.
L’esperienza del “Cantiere-Scuola”, avviata con il supporto di enti formativi e amministrazioni locali, testimonia quanto la trasmissione del sapere tecnico sia oggi fondamentale per garantire qualità, sicurezza e competitività. E proprio la formazione – sia iniziale che continua – rappresenta il ponte ideale tra la tradizione dell’edilizia infrastrutturale e l’innovazione di cui il Paese ha bisogno.
Nel medesimo contesto si inserisce il progetto ATECAP Academy, una piattaforma di formazione digitale accessibile sia ai professionisti esperti sia ai giovani interessati al settore, che propone un modello di apprendimento innovativo e inclusivo.
Negli ultimi anni, il settore ha sofferto un impoverimento delle competenze specializzate a causa della crisi economica, del mancato ricambio generazionale e della percezione poco attrattiva del lavoro in edilizia. Questi fattori, uniti alla migrazione dei lavoratori qualificati verso l’estero e alla scarsità di percorsi formativi dedicati, hanno aggravato la situazione. ATECAP Academy si presenta come una soluzione concreta per invertire questa tendenza.
Il progetto si caratterizza per la sua natura digitale e multilingue, pensata per includere anche i numerosi lavoratori stranieri presenti nel settore. Grazie all’uso di tecnologie avanzate, la formazione non è solo tecnica ma anche accattivante per le nuove generazioni. Video, illustrazioni e simulazioni pratiche sostituiscono i tradizionali manuali, rendendo l’esperienza educativa moderna e coinvolgente.
Il calcestruzzo è il materiale su cui poggia gran parte della rete ferroviaria, delle strade, degli edifici pubblici e delle opere strategiche. Ma la sua affidabilità, la sua resistenza e il suo contributo alla sostenibilità dipendono da chi lo produce, lo controlla e lo mette in opera. Ecco perché investire nelle competenze non è solo un dovere per il settore: è una scelta di responsabilità verso il futuro delle nostre infrastrutture.
(*) ATECAP è l’Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato e da oltre trent’anni rappresenta e tutela gli interessi dei produttori italiani del comparto.
Riunisce le principali imprese del settore e presta loro assistenza in campo tecnico, economico e normativo. Promuove la diffusione della cultura del costruire in calcestruzzo sensibilizzando committenti e prescrittori. Fa parte di FEDERBETON, la Federazione di Confindustria delle Associazioni della filiera del cemento e del calcestruzzo ed è componente di ERMCO, l’Associazione europea dei produttori di calcestruzzo preconfezionato. ATECAP è il momento di sintesi e riflessione dove le opinioni condivise stimolano la crescita e le esigenze dei singoli operatori si trasformano in progetti della categoria e per la categoria.


















