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Assicurazione obbligatoria  dei rischi climatici

Assicurazione obbligatoria dei rischi climatici

A cura di Assifidi Le conseguenze dei cambiamenti climatici si manifestano con crescente intensità e frequenza: alluvioni, incendi, grandinate e siccità stanno trasformando il rischio ambientale in una delle principali minacce per l’equilibrio economico-produttivo del nostro Paese. I cantieri delle imprese ferroviarie, che operano su infrastrutture lineari esposte agli agenti atmosferici, sono tra le più vulnerabili, come dimostrano gli eventi che, negli ultimi anni, hanno causato gravi danni alla rete e interruzioni al servizio.

L’introduzione dell’obbligo assicurativo per i rischi catastrofali, previsto dalla Legge di bilancio 2024 (L. 213/2023, commi 101-112), rappresenta una svolta nella gestione di tali eventi. In particolare, la normativa prevede che le imprese stipulino una polizza contro danni derivanti da calamità naturali o eventi catastrofali verificatisi sul territorio nazionale, tra cui terremoti, frane, alluvioni e inondazioni.
Tale obbligo, come recentemente chiarito anche da fonti governative e tecniche, prevede tempistiche di adeguamento differenziate a seconda della dimensione aziendale, introducendo un principio di gradualità pensato per non gravare eccessivamente sulle micro e piccole imprese. Le aziende di maggiori dimensioni sono chiamate a conformarsi entro tempi più stretti, mentre per le PMI sono previsti margini più ampi, in coerenza con i principi di proporzionalità e sostenibilità finanziaria.

Tuttavia, a fronte di una normativa ormai in vigore, il mercato assicurativo non appare ancora pronto a sostenere l’elevato numero di richieste ed i quesiti che stanno pervenendo dalle imprese. Le compagnie faticano a proporre prodotti realmente rispondenti ai criteri previsti dalla legge, e le difficoltà nell’adeguare processi di sottoscrizione, valutazione del rischio e gestione dei sinistri, rischiano di rallentare l’attuazione concreta dell’obbligo. Si evidenzia, quindi, l’urgenza di un intervento coordinato che coinvolga il settore assicurativo e le istituzioni collegate (Ania, Ivass) al fine di risolvere queste criticità.
L’assicurazione obbligatoria rappresenta un’opportunità per avviare un cambiamento culturale: non solo un nuovo onere, ma uno strumento di protezione e resilienza, soprattutto per settori strategici come quello ferroviario, nei quali i danni da calamità possono compromettere gravemente la continuità del servizio e la sicurezza pubblica.

Il ruolo dei broker e degli intermediari assicurativi in generale sarà cruciale non solo per supportare le imprese nell’adeguamento normativo, ma anche per orientare queste ultime verso soluzioni assicurative coerenti con il loro perimetro di rischio.
Al tempo stesso, sarà fondamentale che le compagnie assicurative risultino capaci di sviluppare prodotti realmente efficaci e flessibili, in grado di adattarsi alle esigenze delle imprese e alle caratteristiche specifiche del territorio.
La nuova disciplina sarà tanto più efficace quanto più sarà condivisa e integrata in un percorso di consapevolezza e prevenzione, che non si esaurisca con la sottoscrizione di una polizza, ma si estenda a prassi aziendali di gestione del rischio, alla manutenzione delle infrastrutture e a investimenti in tecnologie predittive e sistemi di allerta.

L’auspicio è che l’attuazione del provvedimento trovi piena operatività entro i termini previsti, e che le imprese — in particolare quelle del settore ferroviario — possano cogliere l’occasione per rafforzare la propria solidità, riducendo la dipendenza dagli interventi pubblici post-evento e contribuendo attivamente a un sistema economico più resiliente e sostenibile.
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